Report incontri con i GAS

dell'11 e del 18 Marzo 2022

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Invece di proporvi un classico - e quindi interminabile! - resoconto, abbiamo cercato di rispondere alle domande che avete posto durante i due incontri (incontro con i gruppi italiani l’11/03 e incontro con i gruppi francofoni il 18/03) e di elencare le varie proposte che sono emerse. Dato il numero di argomenti da discutere, organizzeremo altre riunioni nei prossimi mesi per continuare a discutere e immaginare quale forma dovrebbero prendere i nostri progetti comuni.

Domande più frequenti

- Guardarsi di nuovo negli occhi, anche a distanza, è meglio di niente!

- Capire insieme (produttori e consumatori) quali strumenti mettere in atto per sostenere tutti gli attori del nostro settore, della nostra comunità, per permettere ai nostri produttori di continuare a coltivare la loro terra nonostante i cambiamenti climatici e per dare la possibilità a tutte e tutti di consumare i nostri prodotti siciliani.

- Darvi voglia di venire a trovarci in Sicilia per conoscerci e capire come lavoriamo quotidianamente.

Il Consorzio ha creato 4 strumenti (alcuni dei quali possono essere consultati dalla voce di menú "Azione sociale" del nostro sito.

- I progetti di co-produzione: sostegno ai produttori attraverso il pre-acquisto dei prodotti:
a. Co-produzioni di avocado 
b. Operazione Barbajanni 
c. Co-produzioni permanenti (sostegno allo sviluppo delle aziende)

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Un fondo di rotazione per sostenere i produttori che hanno difficoltà di liquidità.

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“La Gallina d'Oro”: un fondo di sostegno con una valenza sociale e/o ambientale (ad esempio la creazione di un boschetto nel Giardino della Biodiversità o la creazione di oasi per le api nei terreni dove Antonio Coco, apicoltore del Consorzio, porta le sue famiglie).

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Il Fondo di emergenza: un nuovo fondo di sostegno creato all'inizio del 2022 per alleviare i danni subiti dalle aziende agricole in seguito a eventi climatici sempre più frequenti (ondata di calore nell'estate 2021, Medicane (Mediterranean Hurricane) nell'autunno 2021, ecc.)

Ci avete chiesto che valenza ha il Consorzio nel contesto siciliano: qual è il nostro peso economico e se esistono altre cooperative come la nostra?

Il Consorzio negli anni è cresciuto, bene, includendo nuovi produttori come vi abbiamo raccontato negli anni. A fine campagna pubblicheremo un bilancio sociale più dettagliato (numeri alla mano) per aggiornare lo stato dell’arte e farvi capire cosa è successo negli ultimi anni.

In Sicilia, esistono altre cooperative che lavorano anche nel campo dell’agricoltura biologica come:


Agrinova bio 2000

Rete inCampagna

L'albero del Paradiso

Coop. Valdibella


...ed altre realtà più giovani, quindi più piccole. I nostri soci conferiscono in parte le loro produzioni anche a queste cooperative, che contribuiscono allo sviluppo di una rete economica “sana” per lo sviluppo del territorio siciliano. Ognuna di queste ha delle specificità e delle peculiarità, ma lo spirito che ci anima coincide: produrre cibo sano nel rispetto dei produttori e dei consumatori.

Anche se lavoriamo solo con dei consumatori fuori dalla Sicilia, stiamo anche sviluppando un sistema di distribuzione in filiera corta in Sicilia attraverso Ficos (Filiera Corta Siciliana), un progetto che il Consorzio discuteva da parecchi anni e che si è costituito ufficialmente nel 2020 e che comincia a camminare da solo.

Come posso vedere o rivedere "Nessun uomo è un'isola" di Dominique Marchais e/o organizzare una proiezione nel mio gruppo?

Il film è uscito nel 2018 ed è ora disponibile in DVD. Se avete domande in merito (chiedere i diritti al distributore, organizzare una proiezione con il regista) potete scrivere a Cathie: cathie.legallinefelici@gmail.com




Riassunto e proposte

1. Maggiorazioni / minorazioni dei prezzi

Nel Piccione Viaggiatore di gennaio (link sotto), vi abbiamo proposto di applicare maggiorazioni o minorazioni volontarie ai nostri prezzi. Crediamo che questo sia stato un errore di comunicazione da parte nostra, poiché è davvero difficile per voi capire le nostre esigenze concrete senza averle discusse prima insieme. 

Inoltre, dato che i nostri conti sono sani, (come entità Consorzio, che non sempre coincide con le problematiche individuali delle singole aziende purtroppo) non abbiamo intenzione di aumentare i nostri prezzi per il momento.

Guillaume dell'associazione parigina CORTO ha ricordato che è importante discutere regolarmente dei prodotti (freschi e trasformati) per capire i bisogni dei consumatori e proporre prodotti coerenti ("non proporremo topinambur perché possiamo produrli noi!").

Basile dell’associazione "DE LA FERME AU QUARTIER" di St Etienne (Francia): "La solidarietà non è opzionale, deve essere presa in considerazione nella costruzione del prezzo".

2. Creazione del nuovo "Fondo di emergenza"
e sostegno alle aziende agricole

Michele de LeGallineFelici ha ricordato l'importanza di intendere tutti gli strumenti di sostegno come "vasi comunicanti". é bene immaginare che i fondi possano essere utilizzati per uno scopo piuttosto che per un altro qualora ci fossero delle necessità specifiche.

Per quanto riguarda il nuovo fondo di emergenza, sarà alimentato dai consumatori e dal Consorzio, e alimentato ogni qual volta sarà necessario solo se necessario.

Molti di voi, tra cui Marie Paule del gruppo ZEUREUX ZAGRUMES di Lièges (Belgio) hanno espresso i loro dubbi sulla possibilità di essere più "coinvolti" come consumatori: "avete molte più informazioni e conoscete abbastanza bene le aziende per decidere quale devono essere sostenute.”

Risposta di Michele: questo è un dato di fatto, ma il sistema di commissione di valutazione produttori/consumatori che abbiamo istituito durante le ultime Co-Produzioni Permanenti funziona bene e stiamo pensando di ripetere l'esperienza.

Didier del gruppo di ESNEUX (Belgio): "Dobbiamo“dobbiamo creare un fondo di solidarietà e un fondo di investimento.”

Guillaume de l’associazione parigina CORTO: "Corto acquista una vasta gamma di prodotti da LeGallineFelici e la solidarietà può essere realizzata anche in questo modo poiché comprare diversi tipi di prodotti permette di sostenere più produttori, ma questa è ovviamente la scelta di ogni associazione (ognuna ha problematiche diverse).

3/ 
Sensibilizzare i membri del proprio gruppo

Molti di voi hanno insistito sull'importanza di sensibilizzare i membri o "semplici acquirenti" dei vostri gruppi. Sandrine, dell'associazione ACTIONS VILLAGE di Thenac (Francia) ci ha parlato dei progetti messi in atto nella sua zona per sensibilizzare gli abitanti alle buone pratiche alimentari.

Jacqueline del gruppo di ALÈS (Francia) ha insistito sull'importanza di sostenere progetti concreti per vedere che "quello che portiamo come consumatori serve a qualcosa".

Antonio Coco, apicoltore e membro de LleGallineFelici ha colto l'occasione per ricordare l'importanza dei progetti di coproduzione del Consorzio.

Cécilia di Grenoble (Francia) pensa che sia importante che i consumatori si rendano conto che fare agricoltura è difficile ("se piove, non ci sono le arance e se fa troppo caldo non ci sono gli avocadi, è così!)

Per creare un legame più forte tra il consumatore finale e il produttore, Guillaume dell’associazione CORTO ha proposto di istituire un finanziamento partecipativo direttamente tra consumatori e produttori diffuso dai gruppi.

Marie-Paule del gruppo belga ZEUREUX ZAGRUMES: "Dobbiamo incoraggiare i membri ad andare in Sicilia. Per noi, è stato un fattore scatenante che ci ha permesso di capire la situazione sul terreno.”

Dominique di CORTO si è detto “orgoglioso di far parte di questa comunità" e ha ricordato l'importanza del ruolo dell'educazione popolare nella sensibilizzazione dei membri: “CORTO ha recentemente lanciato un questionario ai suoi membri per costruire progetti socio-culturali tra Parigi e la Sicilia.”

4/ 
Sostegnoagli agricoltori nei vostri rispettivi territori

Véronique dell'associazione COURT JUS d'Embrun (Francia) ci ha ricordato la necessità di essere anche solidali con i produttori "locali" perché i produttori francesi sono essi stessi in difficoltà a causa dei cambiamenti climatici: "leGallineFelici ci sono servite da esempio perché abbiamo istituito un sistema di microcredito per sostenere i nostri produttori che sono in difficoltà.”

Françoise del GAS DE BÉZIERS (Francia) ha proposto un sistema di sostegno reciproco tra produttori siciliani e francofoni.

Bastien della cooperativa TERRE D'HERBAGES di Malmedy (Belgio) si è chiesto come potremmo collaborare oltre alla distribuzione dile arance. Forse la Sicilia ha anche bisogno di prodotti belgi e/o francesi?

5/
Come permettere a tutte e tutti di accedere ai nostri prodotti e sostenere i più vulnerabili?

Véronique dell'associazione COURT-JUS di Embrun (Francia): "Le persone più vulnerabili non fanno parte delle nostre associazioni e continuano ad andare al supermercato. Regaliamo cassette di agrumi ad alcune associazioni alimentari, ma non siamo riusciti a far entrare i più precari nelle nostre reti. I nostri stessi consumatori non hanno bisogno di sostegno.”

Jean-François del cinema LE CAFÉ DES IMAGES di Hérouville Saint-Clair (Francia): "abbiamo istituito un sistema di "arance sospeseappese", i membri ci lasciano delle arance che diamo ai migranti e al Secours Populaire.

Dominique che fa parte di un gruppo di consumatori di Montpellier (Francia) ma anche del collettivo “DÉMOCRATIE ALIMENTAIRE” (Democrazia Alimentare) ci ha parlato di "Sicurezza sociale per il cibo", un progetto sul quale molti collettivi e associazioni stanno lavorando, tra cui MIRAMAP (il movimento francese delle Amap): come potremmo tradurre insieme questo progetto?

Inoltre, Dominique ha insistito sull'importanza della transizione ecologica: "le arance che viaggiano in camion fino a noi hanno un impatto ecologico e dobbiamo anche ripensare a rilocalizzare la produzione".

Basile del gruppo DE LA FERME QUARTIER di St Etienne (Francia): "permettere a tutti di avere accesso a questo cibo sano è un lavoro che deve essere fatto sui nostri territori".

6/ 
Altre riflessioni sullo sviluppo dei GAS

Dario del GAS GASAGRATE di Brianza : “noi consumatori ci troviamo in una situazione più “comoda” rispetto ai produttori che conoscono e vivono le difficoltà legate alla produzione”.

Elda , un amica di lunga data, del GAS di Merano che ha una lunga storia alle spalle ha deciso di sviluppare una sorta di CSA (Comunità che supporta l’agricoltura) con un agricoltore locale, ma al contempo stanno sperimentando un “Negozio gas”. Secondo lei, bisogna far conoscere i GAS e questo può essere un tentativo di superare la componente “hobbistica” della partecipazione alla vita di un GAS. Se il GAS non fa una riflessione sul “senso dell’esserci” e sul senso del lavoro dei produttori, possono prevalere logiche lontane dagli intenti iniziali (si perde in primis la fiducia reciproca). Infine, aggiunge che è necessario aumentare i momenti di condivisione e di “formazione” reciproca. Per esistere, un GAS ha bisogno di autoformazione.

Agnese del GAS di Marghera (Italia) pensa che l’evoluzione de LeGallineFelici è degna di merito e molto efficiente. Per loro, la territorialità è molto importante e l’obiettivo del loro GAS è quello di “formare” dei cittadini consapevoli. La partecipazione al GAS  è obbligatoria, per dividersi il lavoro e non renderlo uno stress ulteriore. Il contatto con il produttore è fondamentale per rendere consapevole un consumatore, sia nei confronti del produttore che nei confronti del GAS stesso. La responsabilità è condivisa, così come il lavoro. Solo dall’interno si capiscono le cose e si diventa consapevoli di tutte le variabili che contribuiscono a dare un “valore” al cibo, dalla logistica, al tempo, agli imballaggi etc. Il modello “supermercato” impedisce questa autoformazione e presa di consapevolezza. Apprezzano la volontà de LeGallineFelici di non accentrare i bisogni sui produttori, ma loro sono consapevoli che alcune responsabilità che riducono o danneggiano la produzione” vanno condivise. […] Il problema legato al Tempo si ripeterà negli anni. Vanno trovati degli strumenti economici che permettano al Consorzio di sopravvivere. Se il Consorzio non “sopravvive” molta gente perderebbe il “sostentamento”. La qualità del prodotto è alta, e si “sente”. 

Elda del GAS Merano (Italia) ringrazia i consum’attori e il Consorzio raccontando la sua esperienza. Lei ha esperienza di lavoro con i GAS, piccoli gruppi, e ringrazia chi “comprende” il lavoro che c’è dietro la qualità di un prodotto. La componente economica è importante, ma non la più importante tra le motivazioni e il sacrificio dietro il suo lavoro. Condivide l’esperienza del produttore che delle volte spedisce un frutto perfetto (fa l’esempio della mosca della frutta) che manifesta il problema all’arrivo. Il produttore aggiunge qualche chilo, in buonafede, per compensare.

Dario del GAS GASAGRATE (Italia) racconta che hanno organizzato un Ciclo di 2/3 serate per capire lo stato dell’arte dei GAS Italiani. Dopo questi due anni si è perso il patrimonio relazionale che è fondante per i GAS. C’è bisogno di vedersi. (gli incontri on line non bastano…)