Irene Carrara

Abbiamo il piacere di accogliere tra noi Irene Carrara e la sua presentazione: 

"La mia è una storia (come ultimamente ce ne sono tante) di migrazione al contrario.
Milanese di origine, sono sempre stata attratta dai Sud.  Ho studiato economia dello sviluppo e antropologia, con lo sguardo sempre rivolto alle diverse forme di gestione del territorio.

Dopo aver rinunciato all’idea di poter cambiare il mondo con la cooperazione internazionale, insieme alla mia famiglia, cresciuta a quattro tra una trasferta e l’altra, sono ritornata in Italia, decisa ad indirizzare nel nostro paese la mia energia: perché, forse, sta proprio nel Nord l’origine delle ingiustizie e, sicuramente, la mia azione può essere più efficacie all’interno della mia propria cultura, che almeno comprendo anche se spesso non condivido. 
Il nostro ritorno in Italia, dopo una intensa ed arricchente esperienza in un progetto di permacultura alle porte di Milano, abbiamo deciso di costruirlo proprio in Sicilia, patria di mio marito, terra contraddittoria, ricca ma depauperata, difficile ma accogliente.   Appena approdata, ho avuto la fortuna di conoscere da vicino le Galline Felici, prima solo un nome sentito spesso nel mondo dell’economia solidale milanese. 

E non avrei potuto ricevere accoglienza migliore: lavorando, come tirocinante, allo studio di fattibilità per il progetto di Filiera Corta Siciliana (Fi.Co.), ho conosciuto miriadi di realtà entusiasmanti e persone appassionate che indirizzano i propri sforzi verso un’economia ed una società altra. Questi incontri hanno alimentato la mia speranza e il mio entusiasmo verso la Sicilia. E, forse da ingenua sognatrice, la convinzione che, correndo insieme, si possa davvero smuovere le montagne. 

Mentre esploro le campagne iblee alla ricerca di un luogo dove avviare il nostro progetto familiare, sono entusiasta di collaborare anche ai progetti di più ampio respiro della comunità delle Galline Felici, a cui sono sinceramente grata per avermi offerto un lavoro umano, a tempo parziale (che ben si concilia con la necessità di vivere serenamente e costruire qualcosa con la mia famiglia), in un ambiente democratico e stimolante, che avrebbe qualcosa da insegnare a situazioni lavorative milanesi."

Irene