I primi piatti

PANELLE

Mettere sul fuoco 0,75 l d’acqua. Versare lentamente 250 g di farina di ceci e miscelare con una frusta, per evitare i grumi, e poco sale. Fare cuocere per circa 20’ da quando avete messo l’acqua sul fuoco, sempre mescolando con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi alla pentola. A fine cottura incorporare il prezzemolo e versare in un contenitore rettangolare le cui pareti saranno state precedentemente unte con olio d’oliva. Sformare l’impasto dopo che si è ben raffreddato. La “mattonella” così ottenuta andrà tagliata a fettine sottili (per ottenere panelle croccanti come patatine) o più spesse (per trovare sotto la crosta esterna un morbido impasto) e messa a friggere in olio di oliva abbondante e molto caldo.

Ciò che resta potrà essere conservato in frigo per alcuni giorni.

Le panelle fanno parte della tradizione culinaria palermitana (il panino con le panelle, con crocchette, o con le melanzane , oltre al classico panino con milza e formaggio, nei chioschetti di Mondello è una tappa d’obbligo nella visita del capoluogo siciliano). La nostra è una versione globalizzata di cui chiediamo scusa ai panellari veraci

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CUCCIA

Pulire e lavare il grano. Tenerlo in acqua per 48 ore cambiando spesso l’acqua (due – tre volte al giorno). La sera prima dell’utilizzo farlo bollire a fuoco lento, in nuova acqua, per circa tre ore e lasciarlo nell’acqua di cottura per tutta la notte.
Il grano a fine preparazione avrà più che triplicato il suo volume originale.
Il grano così preparato potrà essere utilizzato per zuppa con legumi oppure nella sua versione dolce lavorato con la ricotta, cacao, etc

La tradizione di questa preparazione risale ai periodi di carestia quando il popolo affamato consumava il grano quasi crudo con una rapida cottura (non certo con i tempi della ricetta) e non aspettava di trasformarlo in farina e poi in pane.

La cuccia (nella sua versione dolce ed elaboratissima) è tradizionale di Caltagirone, mentre la zuppa con legumi si prepara in occasione feste patronali nei comuni granicoli della provincia di Catania.

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CORONA DI RISO ALL'ARANCIA

Dosi per 4 persone: 500 gr. di riso, il succo di 4 arance, 2 cipolle, 2 spicchi d’aglio, 2 gambi di sedano, un bicchierino di brandy, 60 gr. di parmigiano, 80 gr. di burro, basilico, prezzemolo, brodo vegetale, peperoncino, sale e pepe.

Tritate finemente cipolla, aglio, sedano e basilico e fateli soffriggere con la metà del burro; unite il riso e fatelo tostare, bagnate con il brandy e fatelo evaporare , aggiungete il succo delle arance ed un pizzico di peperoncino. Continuate la cottura per 15 mt., unendo poco per volta il brodo bollente e mescolando. Levate dal fuoco e mantecate con il restante burro, il prezzemolo tritato, il parmigiano ed un po’ di buccia d’arancia grattugiata. Versate il risotto in uno stampo ad anello imburrato e ponete e ponete in forno caldo per 15 mt. Sfornate su un piatto da portata e decorate con fettine d’arancia e foglie di sedano.

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LINGUINE ALL'ARANCIA

Dosi per 4 persone: 400 gr. di linguine, 3 arance rosse, 1 limone, 2 spicchi d’aglio, 150 gr. di tonno sott’olio, pepe nero, prezzemolo, olio extra vergine.

In un tegame rosolate l’aglio, aggiungete il tonno sminuzzato e sgocciolato, la polpa di due arance e mezza del limone, entrambi privati della buccia, dei semi e delle pellicine. Schiacciate con la forchetta il tutto e mantenete sul fuoco per 5 mt. finchè il composto sarà ben amalgamato. Cuocete a parte le linguine, scolatele e versatele nel tegame, mescolate pochi mt. Sul fuoco e copritele Con una spolverata di pepe nero, prezzemolo tritato ed una grattugiata di buccia d’arancia. Guarnite il piatto con fette d’arancia. 

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